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Ricarica lenta, veloce e ultraveloce: quale scegliere

AC 7-22 kW o DC 50-350 kW: tempi reali, effetto sulla batteria e quando conviene ciascuna.

Pubblicato il 13 settembre 2026

Le colonnine si dividono in tre grandi famiglie per potenza, e la scelta giusta dipende da quanto tempo hai, da quanto costa e da quanta energia ti serve davvero. Sapere in anticipo cosa aspettarti evita soste inutili e bollette salate.

Le tre famiglie

FamigliaCorrentePotenzaEnergia in 30 minutiTempo per 10-80% (batteria 60 kWh)
LentaAC3,7-7,4 kW2-4 kWh6-11 ore
AccelerataAC11-22 kW5-11 kWh2-4 ore
VeloceDC50-100 kW20-45 kWh30-60 minuti
Ultraveloce (HPC)DC150-350 kW50-100 kWh15-30 minuti

Sulla mappa la potenza è indicata per ogni connettore e puoi filtrare per fascia. I tempi reali dipendono da tre fattori che la colonnina non controlla.

Cosa decide davvero la velocità

Il caricatore di bordo, in AC. La colonnina da 22 kW eroga 22 kW solo se l’auto li accetta. Molte auto si fermano a 7,4 kW (monofase) o 11 kW: il tempo triplica. Controlla il dato “potenza massima AC” nella scheda tecnica.

La curva di ricarica, in DC. Nessuna auto carica alla potenza massima per tutto il tempo. La potenza è alta tra il 10 e il 50% della batteria, poi scende gradualmente, e oltre l’80% crolla. Un’auto “da 150 kW” a batteria quasi piena ne accetta 30-40. Da qui la regola dei viaggi lunghi: soste brevi e frequenti, mai aspettare il 100%.

La temperatura della batteria. Con la batteria fredda, sotto i 10 gradi, la potenza DC può dimezzarsi per i primi minuti. Le auto più recenti la preriscaldano se imposti la colonnina come destinazione nel navigatore: usa questa funzione in inverno.

Quando conviene la lenta o accelerata

Ogni volta che l’auto resta ferma per ore comunque: a casa di notte, al lavoro, in un parcheggio di interscambio, in hotel. Costa meno (0,45-0,65 euro/kWh in pubblico, 0,22-0,32 a casa) e la batteria lavora a temperature basse, il che ne allunga la vita. Per la maggior parte dei pendolari copre il 90% dei chilometri.

Quando conviene la veloce

Per una sosta di 30-45 minuti durante una giornata piena, o su una statale senza HPC. Le colonnine da 50 kW sono le più diffuse fuori dalle autostrade e spesso hanno prezzi intermedi. Su un’auto con batteria piccola, 50 kW sono già la potenza massima accettata, quindi pagare di più per una HPC non ha senso.

Quando conviene l’ultraveloce

In viaggio, quando ogni minuto conta, e con un’auto che supera i 100 kW di potenza accettata. Le stazioni HPC sono concentrate lungo autostrade e grandi arterie, e nella guida ai viaggi in autostrada spieghiamo come pianificare le soste. Il prezzo è il più alto del listino, quindi carica quello che serve per arrivare alla tappa successiva con margine, non di più.

La ricarica veloce rovina la batteria?

Usata ogni tanto, no: i sistemi di gestione delle auto moderne limitano potenza e temperatura per proteggere le celle. Usata come unica fonte per anni, accelera leggermente il degrado rispetto alla ricarica lenta. Le case garantiscono in genere il 70% della capacità a 8 anni o 160.000 km anche con uso intenso del DC. Buone abitudini: tenere la batteria tra il 20 e l’80% nell’uso quotidiano, arrivare al 100% solo prima di un viaggio, preferire l’AC quando il tempo lo permette.

In breve

  • Ferma per ore: AC, la più economica.
  • Ferma per mezz’ora: DC 50-100 kW.
  • In viaggio con un’auto veloce a ricaricare: HPC, dal 10 all’80% e riparti.
  • Non pagare la potenza che la tua auto non può usare.

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