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Ricarica a casa o colonnine pubbliche: cosa conviene

Wallbox, contatore e potenza domestica a confronto con la rete pubblica, con esempi di costo.

Pubblicato il 13 settembre 2026

La domanda vera prima di comprare un’auto elettrica non è quanta autonomia ha, ma dove dorme. Chi può ricaricare a casa o al lavoro usa le colonnine pubbliche solo in viaggio e spende pochissimo; chi dipende dalla rete pubblica deve organizzarsi. Vediamo cosa comporta ciascuna scelta.

Ricarica a casa: costi e requisiti

Con la presa domestica. Il cavo di emergenza fornito con l’auto si collega a una normale presa Schuko ed eroga 2-2,3 kW: 10-15 km di autonomia per ogni ora. Sufficiente per chi fa meno di 40 km al giorno e può lasciare l’auto attaccata tutta la notte. La presa deve essere in buono stato e su una linea dedicata: le prese vecchie o le ciabatte si surriscaldano.

Con una wallbox. Una stazione da parete da 7,4 kW (monofase) ricarica 40-50 km ogni ora e un’auto media in 6-8 ore. Costa 500-1.200 euro più l’installazione, in genere 300-800 euro secondo la distanza dal quadro elettrico. Le wallbox intelligenti modulano la potenza in base agli altri consumi di casa, così non serve aumentare il contatore.

Il contatore. Il contratto domestico standard è da 3 kW. Per ricaricare a 7,4 kW senza staccare il resto della casa serve passare a 6 kW, con un costo fisso aggiuntivo di circa 4-6 euro al mese. In alternativa la wallbox intelligente ricarica a 2-2,5 kW quando forno o lavatrice sono accesi e a piena potenza di notte.

Il costo dell’energia. Con una tariffa monoraria intorno a 0,25-0,32 euro/kWh e un consumo di 17 kWh/100 km, cento chilometri costano 4-5,50 euro. Con la tariffa bioraria e la ricarica programmata di notte si scende sotto i 4 euro. Se hai il fotovoltaico, la ricarica diurna nei weekend è quasi gratis.

Ricarica in condominio

È il caso più frequente in Italia e non è più un ostacolo. La legge riconosce il diritto del singolo condomino a installare una presa o una wallbox sul proprio posto auto a proprie spese, con semplice comunicazione all’amministratore, purché non si danneggino le parti comuni. Le soluzioni più usate sono un contatore dedicato nel box o una linea derivata dal proprio contatore di casa con misuratore. Diversi fornitori offrono pacchetti condominiali con più wallbox e ripartizione automatica dei costi.

Ricarica pubblica come unica fonte

Si può fare, e lo fanno molti in città. Richiede tre cose:

  1. Una colonnina AC vicino a casa o al lavoro da usare come “casa”: a 0,45-0,65 euro/kWh, cento chilometri costano 7,50-11 euro, ancora meno della benzina. Le pagine per città del sito mostrano quante ce ne sono e chi le gestisce.
  2. Un abbonamento con l’operatore che gestisce quelle colonnine, che abbassa il prezzo di 0,15-0,30 euro/kWh.
  3. Tolleranza per gli imprevisti: la colonnina occupata, il posto bloccato, il guasto. Serve sempre un piano B.

Il DC pubblico come unica fonte è invece sconsigliabile: 0,70-0,99 euro/kWh portano il costo per chilometro sopra quello di un’auto a benzina efficiente.

Confronto su un anno

Ipotesi: 15.000 km all’anno, 17 kWh/100 km, cioè 2.550 kWh.

Dove ricarichiPrezzo medioSpesa annua
Casa, tariffa bioraria notturna0,24 euro/kWh610 euro
Casa, tariffa monoraria0,30 euro/kWh765 euro
Pubblico AC con abbonamento0,45 euro/kWh1.150 euro
Pubblico AC a consumo0,58 euro/kWh1.480 euro
Misto: 80% casa, 20% DC in viaggio0,40 euro/kWh1.020 euro
Benzina, 15 km/l a 1,85 euro/l1.850 euro

In sintesi

Se hai un posto auto con la possibilità di portare una linea elettrica, la wallbox si ripaga in un anno o due rispetto alla ricarica pubblica. Se non ce l’hai, verifica con la mappa la densità di colonnine AC entro dieci minuti a piedi da casa e dal lavoro prima di scegliere l’auto: è quel dato, più dell’autonomia, a decidere quanto sarà comoda la vita elettrica.

Apri la mappa delle colonnine